Sottrazione internazionale di minori, una prova contro il tempo.
- Paolo Vivaldini
- 14 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Perché è necessario agire tempestivamente?
Quando in famiglia uno dei due genitori, o entrambi, sono stranieri è assai frequente, che in caso di crisi coniugale, l'uno porti i figli minori a vivere con sé all'estero.
Il semplice trasferimento dei figli minori all'estero non costituisce sottrazione internazionale di minori. A tal fine è, infatti, necessario che il trasferimento sia stato effettuato senza il consenso dell'altro genitore ed in modo da negare lui l'esercizio della propria responsabilità genitoriale e del diritto di visita.
Ogni volta che un caso di questo tipo viene sottoposto al nostro Studio sappiamo che dovremo affrontare una vera e propria prova contro il tempo. La sottrazione internazionale di minori, infatti, coinvolge profili di Diritto Internazionale, Diritto Civile e Diritto Penale. Ciascuno caratterizzato da proprie specifiche scadenze e che richiede una precisa strategia d'intervento.
Fondamentale è agire entro il primo anno successivo alla sottrazione. In questo termine, infatti, è garantita la maggiore tutela dalle Convenzioni Internazionali di settore. Dopo l'anno, le possibilità di far tornare i figli a vivere in Italia si riduce drasticamente. Infatti, è probabile che dopo più di un anno, i minori si siano integrati nel nuovo contesto di vita all'estero ed il loro ritorno possa essere considerato come eccessivamente traumatico o comunque a loro pregiudizievole.
Agire nel minor tempo possibile, inoltre, è fondamentale per evitare, o comunque, ridurre l'esposizione dei figli a nuove condizioni di pregiudizievoli. In tal senso, il nostro Studio era stato chiamato ad intervenire con urgenza in riferimento ad un caso in cui la madre aveva sottratto i due figli, portandoli in Ucraina ed esponendoli, quindi, ai pericoli della guerra.
Per queste ragioni possiamo dire che affrontare casi di sottrazione internazionale di minori è sempre una prova contro il tempo.
L'esercizio dell'azione penale
Come anticipato la sottrazione internazionale di minori costituisce nel nostro ordinamento reato. Eppure l'esercizio dell'azione penale (la querela) può, in alcuni casi, comportare più danni che benefici. Per limitare potenziali pregiudizi psicologici ai minori, spesso gli operatori internazionali prediligono la via del ritorno dei minori, accompagnati dal genitore sottrattore (rientro spontaneo). Eppure, alcuni Stati, come ad esempio la Russia, riconoscono il diritto del genitore sottrattore a non rientrare in uno Stato dove potrebbero essere esposti a conseguenze penali. Accade, così, che nel tentativo garantista di proteggere i propri cittadini da possibili conseguenze penali all'estero, alcuni Stati ostacolino la procedura per il rientro dei minori in Italia.
Le visite ai nonni e alcune strategie di prevenzione
Spesso la sottrazione internazionale di minori si verifica, in seguito ad una visita dei figli ai nonni all'estero. In questi casi, infatti, il genitore sottrattore sfrutta il consenso dato dall'altro per recarsi all'estero e, poi, contrariamente agli accordi non fa più rientro trattenendo con sè i figli.
In questi casi, provare la sottrazione può risultare difficile, così come difficile risulta individuare i termini entro cui attivarsi per ottenere la piena tutela.
Per tali ragioni, il consiglio resta quello di mettere sempre per iscritto un accordo nel quale sia ben chiarito il termine massimo entro cui i figli devono tornare.
Un piccolo dettaglio che, per la nostra esperienza, ha fatto spesso la differenza.


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